Comunicato stampa del 29 agosto 2020

SAN TEODORO JAZZ

V edizione 2 >6 settembre 2020

San Teodoro (Olbia-Tempio) – Sardegna

Tutto pronto in Gallura per la quinta edizione del festival San Teodoro Jazz, in scena dal 2 al 6 settembre.Cinque giorni di concerti nel cuore di San Teodorocon il Woodstore Quintet feat. Roberto Rossi, Francesca Corrias “Roundella”, il trio di Domenico Sanna con Greg Hutchinson e Ameen Saleem, il San Teodoro Jazz Quintet con Daniela Pes e il progetto “CLAXXX” del chitarrista Claudio Miotti.

Rinviati alla primavera, invece, gli appuntamenti dopofestival, che diventeranno una gustosa anteprima della prossima sesta edizione.

Comunicato stampa del 29 agosto 2020

Tutto pronto in Gallura per la quinta edizione del festival San Teodoro Jazz, la manifestazione organizzata dall’omonima associazione culturale con la direzione artistica del musicista Matteo Pastorino, che dal 2 al 6 settembre festeggia il suo primo lustro nel suggestivo borgo gallurese (dal quale prende il suo nome) alle pendici orientali del massiccio di monte Nieddu (a trenta chilometri da Olbia).E sarà un’edizione rivisitata, che in questo inedito periodo storico caratterizzato dall’emergenza sanitaria in corso, si trova costretta a rimandare alla prossima primavera alcuni degli appuntamenti precedentemente annunciati. “A malincuore, ma per il bene di tutta la nostra comunità, ci troviamo a compiere importanti scelte dettate dal buonsenso, e per questo motivo abbiamo deciso di modificare il programma di questa quinta edizione”, sottolinea il direttore artistico Matteo Pastorino. “Tenendo conto dell’emergenza Covid-19 e delle nuove ordinanze del Comune di San Teodoro – continua Pastorino –, abbiamo deciso di rinviare tutti i gli appuntamenti che si sarebbero dovuti svolgere in tarda serata nei locali del borgo teodorino. Costruire il programma di un festival con una pandemia in corso non è semplice, e dobbiamo essere tutti più vigili e responsabili, per rispettare le regole e compiere le valutazioni più opportune che ci permettano di vivere la manifestazione in totale sicurezza. Con l’ottimismo che ci accompagna, e sperando fortemente che le condizioni sanitarie del nostro paese possano migliorare, organizzeremo un’anteprima primaverile della sesta edizione del San Teodoro Jazz, che riproporrà i gruppi dei musicisti che, sfortunatamente, non potremo ascoltare nei prossimi giorni. Il festival San Teodoro Jazz non si ferma!”.

Confermati i concerti previsti nella storica piazza Gallura, che vedrà alternarsi il Woodstore Quintet insieme a Roberto Rossi, il progetto Roundella di Francesca Corrias, il trio di Domenico Sanna, che in questa occasione ospita una ritmica a stelle e strisce con gli statunitensi Greg Hutchinson alla batteria e Ameen Saleem al contrabbasso, e gli immancabili appuntamenti di anteprima e chiusura del festival ai Giardini di Cala Brandinchi con il San Teodoro Jazz Quintet che ospiterà la cantante tempiese Daniela Pes e il progetto “CLAXXX”di Claudio Miotti.

Rinviati, invece, i concerti di mumucs (mercoledì 2 settembre presso La Posta), SVM (giovedì 3 settembre presso il Gallo Blu), Paolo Corda & Jacopo Careddu quartet (venerdì 4 settembre presso La Posta), Juri Altana quartet (venerdì 5 settembre a Lu Brutoni) e la consueta jam session con ospiti a sorpresa, prevista sabato 6 settembre presso In Grano.

Nato dall’idea del suo direttore artistico, il clarinettista teodorino Matteo Pastorino (da anni trapiantato a Parigi), patrocinato e supportato con forza e convinzione dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di San Teodoro, il festival nelle passate edizioni ha ospitato sul suo palcoscenico alcuni tra i più importanti artisti del panorama nazionale e internazionale, come i batteristi Roberto Gatto e Francesco Ciniglio, il bassista Dario Deidda, il chitarrista Paolo Angeli, i sassofonisti Gavino Murgia e Massimo Carboni, il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, il sassofonista statunitense Logan Richardson, il pianista statunitense Danny Grissett, il contrabbassista Salvatore Maltana, tra gli altri.

San Teodoro Jazz è organizzato dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz con il patrocinio e supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro, in collaborazione con I Giardini di Cala Brandinchi, La Posta, Gallo Blu, Lu Brutoni, In Grano, Friscu, Videofoto Design, Mousiké, Lukamura, GMN Print, Ristorante La Mesenda, Terra di Mare-Resort & Spa, B&B Francy, Florian Café & B&B.

Tutti i concerti saranno a ingresso gratuitocon posti limitati, nel rispetto delle norme ministeriali atte al contenimento dell’emergenza sanitaria in corso. I moduli per la prenotazione dei singoli concerti sono disponibili sul sito www.santeodorojazz.com. Ulteriori informazioni saranno comunicate sui rispettivi social network del San Teodoro Jazz.

IL PROGRAMMA – La quinta edizione del festival San Teodoro Jazz vivrà la sua anteprima mercoledì 2 settembre presso i Giardini di Cala Brandinchi, una suggestiva distesa di verde a ridosso della spiaggia da cui prende il nome, tra i nuovi luoghi del festival: alle 18 a tenere a battesimo l’edizione 2020 sarà il San Teodoro Jazz Quintet, che in questa edizione ospiterà la cantante tempiese Daniela Pes, affiancata da una formazione pianoless che vedrà sul palco Matteo Pastorino ai clarinetti, Paolo Corda alla chitarra, Salvatore Maltana al contrabbasso, e Armando Luongo alla batteria.In contemporanea presso La Posta verrà inaugurata la mostra “IDENTITÀ”, curata dall’artista Luka Mura, che avrà come protagonisti gli artisti Paolo Decortes e Maria Aramu. Il giorno dopo (giovedì 3) il festival entra nel vivo e si fa bello nella piazza Gallura (tradizionale luogo dei concerti serali): aprirà alle 21 il Woodstore Quintet, sul palco con il trombonista Roberto Rossi, ospite d’eccezione nell’appuntamento teodorino. La formazione nasce in Sardegna poco più di dieci anni fa e deve il suo nome al laboratorio artigianale, una falegnameria, dove furono tenute le prime prove, e dove il progetto prese forma e consistenza. L’ensemble è composto da Massimo Carboni al sax tenore, Mariano Tedde al pianoforte, Paolo Spanu al contrabbasso e Gianni Filindeu alla batteria, solidi e rodati musicisti che convergono verso questo progetto musicale comune, dopo aver singolarmente maturato collaborazioni ed esperienze al fianco di illustri nomi del jazz contemporaneo.Venerdì 4 la piazza Gallura vedrà protagonista alle 21 la cantante cagliaritana Francesca Corrias con il progetto Roundella, che la vede affiancata da Mauro Laconi alle chitarre, Filippo Mundula al contrabbasso e Gianrico Manca alla batteria. La continua ricerca ritmica, melodica e armonica, unisce e accomuna i musicisti di questo progetto originale che affonda le sue radici nei Dilla beats, canzone, improvvisazione, swing, balanço, rap poetry e molto altro, dando vita a un suono unico dalla personalissima cifra stilistica.Si entra nel vivo il giorno dopo (sabato 5) per uno degli appuntamenti più attesi di questa quinta edizione: alle 21 luci e amplificatori si accenderanno in piazza Gallura per il Domenico Sannatrio che in questa particolare occasione ospiterà gli statunitensi Greg Hutchinson alla batteria e Ameen Saleem al contrabbasso. Sanna è un pianista dai mille colori che nella carriera ha condiviso progetti e palcoscenici con artisti di fama internazionale, come Peter Bernstein, Dave Liebman, Steve Grossman, Eddi Gomez, Jeff Ballard, tra gli altri, e in questa occasione incontra due sidemen di indiscusso valore, dando vita a un concerto che fonderà ritmi e colori, dando grande importanza alla comunicazione estemporanea e alla libera improvvisazione. La quinta edizione di San Teodoro Jazz vivrà la sua giornata conclusiva presso i Giardini di Cala Brandinchi (scenario dell’anteprima qualche giorno prima), dove domenica 6alle 18 a farla da padrona darà la musica del  chitarrista Claudio Miotti con il progetto “CLAXXX” in cui combina la ricerca ritmica ed armonica del jazz con l’urgenza espressiva della musica rock. Per esplorare timbri diversi, adotta la chitarra baritono, strumento tra basso e chitarra, dal suono denso e profondo. Accanto a lui ci saranno Matteo Pastorino, clarinettista dal suono inedito e dal fraseggio dirompente e Jean-Baptiste Pinet, batterista sensibile ed inventivo. Partendo da molteplici influenze, che vanno dal grunge alla musica hindustani, CLAXXX produce una musica potente e fluida, lirica e vivace, trasmessa dalla grande sensibilità e dalla forte complicità dei tre musicisti. 

IL FESTIVAL – Il festival San Teodoro Jazz nasce nel 2016 da un’idea del clarinettista di San Teodoro Matteo Pastorino, in stretta collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro e le associazioni Musicultura Sardegna e San Teodoro Jazz, con il chiaro obiettivo di creare nella suggestiva zona della Gallura e dell’intero Mediterraneo un appuntamento destinato a crescere ed evolversi negli anni con proposte qualitative, di spessore, costantemente aperte alla contaminazione: aspetti congeniti in un genere ibrido e geneticamente aperto a nuove influenze come il jazz, genere che in terra sarda ha attecchito prolificamente conquistando il favore del pubblico e vantando un numero sempre più elevato di musicisti di spessore e qualità.

IL LUOGO – Conosciuto in Gallura come Santu Diàdoru, il borgo è abitato da poco meno di cinquemila residenti in inverno, animato da decine di migliaia di turisti d’estate. Il centro prese vita nel XVII secolo, nell’immediato entroterra alle pendici orientali del massiccio di monte Nieddu, quando pastori e pescatori popolarono la splendida porzione di terra, frequentata comunque sin dalla preistoria. Il nuraghe della borgata Naracheddu è la testimonianza più rilevante. Esisteva un centro abitato anche in età romana: i reperti archeologici sono documentati nel museo del Mare. Fra gli appuntamenti da non perdere, le feste del patrono san Teodoro, la cui chiesa fu ricostruita a metà XX secolo, e quella di sant’Andrea, che si svolge nel quartiere di Montipitrosu. Molto suggestivi i fuochi di sant’Antonio Abate, festa detta Lu Fuculoni, durante la quale la popolazione si raccoglie attorno ai falò in onore del santo.

 MISURE DI CONTENIMENTO – Nell’attuazione delle misure sanitarie per contrastare l’emergenza coronavirus, l’ingresso agli eventi del festival sarà consentito a una persona per volta, con l’obbligo di indossare la mascherina fino al raggiungimento del posto (quando sarà possibile toglierla), mentre sarà cura dell’organizzazione mettere a disposizione del pubblico il gel per sanificare le mani. Verrà assicurato il corretto distanziamento di un metro tra gli spettatori (sia frontalmente che lateralmente), a eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Sarà privilegiato, dove necessario, l’ingresso previa prenotazione (sul sito www.santeodorojazz.com) (l’elenco delle presenze verrà conservato per un periodo di quattordici giorni); accesso vietato, invece, alle persone con una temperatura corporea superiore ai 37 gradi e mezzo.

Ufficio Stampa Simone Cavagnino email: s.cavagnino@gmail.com telefono: +39 340 3951527

Comunicato Stampa :: SAN TEODORO JAZZ 2020

SAN TEODORO JAZZ

V edizione
2 >6 settembre 2020
San Teodoro (Olbia-Tempio) – Sardegna

Dal 2 al 6 settembre in Gallura
la quinta edizione del festival San Teodoro Jazz.
Cinque giorni di concerti nel cuore di San Teodoro
con il Woodstore Quintet feat. Roberto Rossi, Francesca Corrias “Roundella”, 
il trio di Domenico Sanna con Greg Hutchinson e Ameen Saleem, 
il San Teodoro Jazz Quintet con Daniela Pes, 
mumucs e il trio SVM, tra gli ospiti.

Comunicato stampa del 13 agosto 2020

Dal 2 al 6 settembre si rinnova a San Teodoro l’appuntamento con il festival San Teodoro Jazz, la manifestazione dedicata al genere di matrice afroamericana e alle sue immediate derivazioni con la direzione artistica del clarinettista teodorino Matteo Pastorino.

Cinque giorni, dunque, ricchi di concerti nel suggestivo borgo gallurese (dal quale prende il suo nome) alle pendici orientali del massiccio di monte Nieddu, con il Woodstore Quintet insieme a Roberto Rossi, il progetto Roundella di Francesca Corrias, il trio di Domenico Sanna, che in questa occasione ospita il batterista statunitense Greg Hutchinson, e ancora Claudio Miotti “CLAXXX”, il trio SVMPaolo Corda e Jacopo Careddu quartetJuri Altana quartet e il San Teodoro Jazz Quintet, che aprirà il festival con l’anteprima  mercoledì 2 settembre ai Giardini di Cala Brandinchi.

Nato dall’idea del suo direttore artistico, il clarinettista teodorino Matteo Pastorino (da anni trapiantato a Parigi), patrocinato e supportato con forza e convinzione dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di San Teodoro, il festival nelle passate edizioni ha ospitato sul suo palcoscenico alcuni tra i più importanti artisti del panorama nazionale e internazionale, come il batterista Roberto Gatto, il bassista Dario Deidda, il chitarrista Paolo Angeli, i sassofonisti Gavino Murgia e Massimo Carboni, il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, il sassofonista statunitense Logan Richardson, il pianista statunitense Danny Grissett, il contrabbassista Salvatore Maltana, tra gli altri.

L’edizione 2020 vedrà come protagonisti diversi musicisti isolani, e non solo, con la consueta volontà di mettere in risalto e dare spazio ai nuovi talenti che, attraverso il contatto con i veterani del genere, potranno crescere e approfondire nuove strade espressive e di ricerca.“Ci troviamo a vivere un delicato momento storico e, fino a due mesi fa l’incertezza dettata dall’emergenza sanitaria in corso lasciava credere che non sarebbe stato possibile realizzare la quinta edizione del festival San Teodoro Jazz”, racconta il suo direttore artistico Matteo Pastorino. “Grazie alla determinazione di altre realtà come per esempio quella di Nuoro Jazz e del Time in Jazz di Paolo Fresu – continua – pian piano i festival hanno ritrovato coraggio iniziando ad annunciare i loro cartelloni, determinati nell’esserci e questo ci ha dato spunto e motivazione per impegnarci ancora di più nella realizzazione della nostra rassegna. Considerando il delicato momento che tutto il mondo di turismo, cultura e spettacolo si trovano ad affrontare, arrestare anche il consueto appuntamento con il festival San Teodoro Jazz sarebbe stato un ulteriore colpo per il nostro pubblico e la nostra comunità. Dal comune di San Teodoro, dai nostri partner, dai nostri collaboratori c’è stata una forte spinta, animata dalla voglia di dare continuità al progetto, con la consapevolezza di realizzarlo mettendo in atto tutte le misure per salvaguardare la salute di tutta la comunità e dei turisti. Abbiamo preparato con dedizione e cura un ricco programma, alimentato dall’immensa passione che abbiamo per questa musica, il Jazz, e sempre con la voglia di creare un intenso momento di scambio, di scoperta e certamente, di diletto”.

San Teodoro Jazz è organizzato dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz con il patrocinio e supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro, in collaborazione con I Giardini di Cala Brandinchi, La Posta, Gallo Blu, Lu Brutoni, In Grano, Friscu, Mousiké, Lukamura, GMN Print, Ristorante La Mesenda, Terra di Mare-Resort & Spa, B&B Francy, Florian Café & B&B.

Tutti i concerti saranno a ingresso gratuito con posti limitati, nel rispetto delle norme ministeriali atte al contenimento dell’emergenza sanitaria in corso. I moduli per la prenotazione dei singoli concerti sono in linea sul sito www.santeodorojazz.com. Ulteriori informazioni saranno comunicate sui rispettivi social network del San Teodoro Jazz.

IL PROGRAMMA – La quinta edizione del festival San Teodoro Jazz vivrà la sua anteprima mercoledì 2 settembre con un doppio concerto: presso i Giardini di Cala Brandinchi, una suggestiva distesa di verde a ridosso della spiaggia da cui prende il nome, tra i nuovi luoghi del festival alle 18 a tenere a battesimo l’edizione 2020 sarà il San Teodoro Jazz Quintet, che in questa edizione ospiterà la cantante tempiese Daniela Pes, affiancata da una formazione pianoless che vedrà sul palco Matteo Pastorino ai clarinetti, Paolo Corda alla chitarra, Salvatore Maltana al contrabbasso, e Armando Luongo alla batteria.Alle 22 presso La Posta (in via Emilio Lussu) appuntamento con mumucs, lo spazio in cui si rifugia la cantante e musicista oristanese Marta Loddo quando la sua voce ha voglia di moltiplicarsi, ripetersi, rincorrersi fino a sfinirsi. mumucs è il nome di un viaggio, ancora senza una destinazione, intrapreso nel 2012. È un percorso in solitaria, una traversata sul mare che si compie facendo affidamento solo sulle proprie forze, è l’esplorazione di un sé musicale che resta ancora confuso, per scelta, per nonprivarsi della libertà di poter oscillare tra i generi senza dover percorrere una rotta già segnata. Ad accompagnarla una loopstation e i suoi effetti, equipaggiamento necessario per realizzare quell’unione tra improvvisazione, rock, musica elettronica che caratterizzano le sue canzoni, suonate unicamente dalla sua voce che man mano si moltiplica e si trasforma. 
In contemporanea verrà inaugurata la mostra “IDENTITÀ”, curata dall’artista Luka Mura, che avrà come protagonisti gli artisti Paolo Decortes e Maria Aramu.

Il giorno dopo (giovedì 3) il festival entra nel vivo e si fa bello nella piazza Gallura (tradizionale luogo dei concerti serali): aprirà alle 21 il Woodstore Quintet, sul palco con il trombonista Roberto Rossi, ospite d’eccezione nell’appuntamento teodorino. La formazione nasce in Sardegna poco più di dieci anni fa e deve il suo nome al laboratorio artigianale, una falegnameria, dove furono tenute le prime prove, e dove il progetto prese forma e consistenza. L’ensemble è composto da Massimo Carboni al sax tenore, Mariano Tedde al pianoforte, Paolo Spanu al contrabbasso e Gianni Filindeu alla batteria, solidi e rodati musicisti che convergono verso questo progetto musicale comune, dopo aver singolarmente maturato collaborazioni ed esperienze al fianco di illustri nomi del jazz contemporaneo.

La musica sarà ancora la protagonista del festival, più tardi, per il primo degli appuntamenti notturni in cui i locali verranno trasformati in veri e propri jazz club: alle 23 presso il Gallo Blu (in via degli Asfodeli) si terrà il concerto del trio SVM, progetto nato nel 2014 dall’incontro tra Andrea Sanna (rhodes e synth), Nicola Vacca (batteria e live electronics) e Mauro Medde (basso elettrico), musicisti accomunati dalle stesse intenzioni musicali e da un forte feeling. In breve tempo, si fanno notare nel panorama jazz e underground nazionale, con il loro primo album dal titolo omonimo “SVM”, che hanno presentato dal vivo in vari e importanti contesti tra cui il prestigioso festival Umbria Jazz, che li ha ospitati per due ben anni consecutivi (2014-2015), aprendo loro le porte per svariate e importanti collaborazioni.

Venerdì 4 la piazza Gallura vedrà protagonista alle 21 la cantante cagliaritana Francesca Corrias con il progetto Roundella, che la vede affiancata da Mauro Laconi alle chitarre, Filippo Mundula al contrabbasso e Gianrico Manca alla batteria. La continua ricerca ritmica, melodica e armonica, unisce e accomuna i musicisti di questo progetto originale che affonda le sue radici nei Dilla beats, canzone, improvvisazione, swing, balanço, rap poetry e molto altro, dando vita a un suono unico dalla personalissima cifra stilistica.

La musica del festival continuerà, come sua abitudine, presso La Posta, luogo che ne accoglie gli appuntamenti dopo concerto: alle 23 a ricamare musica ci penserà il Paolo Corda & Jacopo Cadeddu quartet con Marco Maltalenti alla tromba, Paolo Corda alla chitarra, Lorenzo Agus al contrabbasso e Jacopo Careddu alla batteria.

Si entra nel vivo il giorno dopo (sabato 5) per uno degli appuntamenti più attesi di questa quinta edizione: alle 21 luci e amplificatori si accenderanno in piazza Gallura per il Domenico Sanna trio feat. Greg Hutchinson e Ameen Saleem. Sanna è un pianista dai mille colori che nella carriera ha condiviso progetti e palcoscenici con artisti di fama internazionale, come Peter Bernstein, Dave Liebmam, Steve Grossman, Eddi Gomez, Jeff Ballard, tra gli altri, e in questa occasione incontra due sidemen di indiscusso valore, dando vita a un concerto che fonderà ritmi e colori, dando grande importanza alla comunicazione estemporanea e alla libera improvvisazione.

Gli spazi di Lu Brutoni ospiteranno l’appuntamento dopo festival (alle 23) per il concerto e jam session del Juri Altana quartet, con Jacopo Dore al pianoforte, Antonio Masala alla chitarra, Mauro Dore al basso e il suo leader Juri Altana alla batteria. 

La quinta edizione di San Teodoro Jazz vivrà la sua giornata conclusiva presso i Giardini di Cala Brandinchi (scenario dell’anteprima qualche giorno prima), dove domenica 6 alle 18 a farla da padrona darà la musica del  chitarrista Claudio Miotti con il progetto “CLAXXX” in cui combina la ricerca ritmica ed armonica del jazz con l’urgenza espressiva della musica rock. Per esplorare timbri diversi, adotta la chitarra baritono, strumento tra basso e chitarra, dal suono denso e profondo. Accanto a lui ci saranno Matteo Pastorino, clarinettista dal suono inedito e dal fraseggio dirompente e Jean-Baptiste Pinet, batterista sensibile ed inventivo. Partendo da molteplici influenze, che vanno dal grunge alla musica hindustani, CLAXXX produce una musica potente e fluida, lirica e vivace, trasmessa dalla grande sensibilità e dalla forte complicità dei tre musicisti. 

Immancabile, alle 22.30, la jam session di chiusura con tanti ospiti a sorpresa presso In Grano, sulla S.S. 125 Orientale Sarda.

IL FESTIVAL – Il festival San Teodoro Jazz nasce nel 2016 da un’idea del clarinettista di San Teodoro Matteo Pastorino, in stretta collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro e le associazioni Musicultura Sardegna e San Teodoro Jazz, con il chiaro obiettivo di creare nella suggestiva zona della Gallura e dell’intero Mediterraneo un appuntamento destinato a crescere ed evolversi negli anni con proposte qualitative, di spessore, costantemente aperte alla contaminazione: aspetti congeniti in un genere ibrido e geneticamente aperto a nuove influenze come il jazz, genere che in terra sarda ha attecchito prolificamente conquistando il favore del pubblico e vantando un numero sempre più elevato di musicisti di spessore e qualità.

IL LUOGO – Conosciuto in Gallura come Santu Diàdoru, il borgo è abitato da poco meno di cinquemila residenti in inverno, animato da decine di migliaia di turisti d’estate. Il centro prese vita nel XVII secolo, nell’immediato entroterra alle pendici orientali del massiccio di monte Nieddu, quando pastori e pescatori popolarono la splendida porzione di terra, frequentata comunque sin dalla preistoria. Il nuraghe della borgata Naracheddu è la testimonianza più rilevante. Esisteva un centro abitato anche in età romana: i reperti archeologici sono documentati nel museo del Mare. Fra gli appuntamenti da non perdere, le feste del patrono san Teodoro, la cui chiesa fu ricostruita a metà XX secolo, e quella di sant’Andrea, che si svolge nel quartiere di Montipitrosu. Molto suggestivi i fuochi di sant’Antonio Abate, festa detta Lu Fuculoni, durante la quale la popolazione si raccoglie attorno ai falò in onore del santo.

MISURE DI CONTENIMENTO – Nell’attuazione delle misure sanitarie per contrastare l’emergenza coronavirus, l’ingresso agli eventi del festival sarà consentito a una persona per volta, con l’obbligo di indossare la mascherina fino al raggiungimento del posto (quando sarà possibile toglierla), mentre sarà cura dell’organizzazione mettere a disposizione del pubblico il gel per sanificare le mani. Verrà assicurato il corretto distanziamento di un metro tra gli spettatori (sia frontalmente che lateralmente), a eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Sarà privilegiato, dove necessario, l’ingresso previa prenotazione (sul sito www.santeodorojazz.com) (l’elenco delle presenze verrà conservato per un periodo di quattordici giorni); accesso vietato, invece, alle persone con una temperatura corporea superiore ai 37 gradi e mezzo.

San Teodoro Jazz
www.santeodorojazz.com

Ufficio Stampa
Simone Cavagnino
email: s.cavagnino@gmail.com

telefono: +39 340 3951527

Comunicato Stampa SAN TEODORO JAZZ 2019

SAN TEODORO JAZZ FESTIVAL 

IV edizione 4 >8 settembre 2019
San Teodoro (Olbia-Tempio) - Sardegna

Dal 4 all’ 8 settembre in Gallurala quarta edizione del festival San Teodoro Jazz. Cinque giorni di concerti, masterclass, presentazioni e jam session nel cuore di San Teodoro con il Roberto Gatto Quartet, Francesco Bearzatti, Federico Casagrande, Dario Deidda, Matteo Pastorino, Francesco Ciniglio, Danny Grissett, Elias Lapia e tanti altri.

Comunicato stampa del 19 agosto 2019

Dal 4 all’8 settembre si rinnova a San Teodoro l’appuntamento con il festival San Teodoro Jazz, la manifestazione dedicata al genere di matrice afroamericana e alle sue immediate derivazioni, che per cinque giorni rivivrà nel suggestivo borgo gallurese (dal quale prende il suo nome) alle pendici orientali del massiccio di monte Nieddu, ampliando da quest’anno i suoi consueti luoghi con l’aggiunta di una nuova location mozzafiato presso i Giardini di Cala Brandinchi.

Cinque giorni ricchi di concerti, masterclass, presentazioni e jam session con il quintetto del batterista Roberto Gatto, il pianista statunitense Danny Grissett, il sassofonista Francesco Bearzatti, il chitarrista Federico Casagrande, e poi il bassista Dario Deidda, il batterista Francesco Ciniglio, il quintetto Entropy, il giovane sassofonista sardo Elias Lapia, l’hammondista Jim Solinas e tanti altri.

Nato dall’idea del suo direttore artistico, il clarinettista teodorino Matteo Pastorino (da anni trapiantato a Parigi), patrocinato e supportato con forza e convinzione dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di San Teodoro, il festival nelle passate edizioni ha ospitato sul suo palcoscenico alcuni tra i più importanti artisti isolani e non, come il chitarrista Paolo Angeli, i sassofonisti Gavino Murgia e Massimo Carboni, il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, il sassofonista statunitense Logan Richardson, il contrabbassista Salvatore Maltana, il fisarmonicista Luciano Biondini e il batterista Jarrod Cagwin, tra gli altri.

L’edizione 2019 ruoterà attorno a tre parole chiave che ne hanno contraddistinto l’edizione precedente: freschezza, gioventù e jazz, con la precisa volontà di mettere in risalto e dare spazio ai nuovi talenti che, attraverso il contatto con i veterani del genere, potranno crescere e approfondire nuove strade espressive e di ricerca.

“Il festival piano piano prende forma, crescendo per intensità e qualità – sottolinea il suo direttore artistico Matteo Pastorino -, l’anno scorso le tre parole che accompagnavano il festival erano freschezza, gioventù e jazz, e riflettendoci in maniera più approfondita, direi che sarebbe bene riconfermarle. La grafica di questa edizione mostra una figura mitologica con la testa di un gallo (di Gallura) e il corpo di un batterista di jazz. La batteria, dunque, viene messa in primo piano come anima viva di questa ricchissima espressione musicale, che affonda le sue radici nella cultura africana, ancor prima di attecchire negli Stati Uniti. Il mio desiderio è quello di far scoprire alla popolazione locale, ai turisti residenti, o semplicemente alla gente di passaggio in questa perla del mediterraneo, nuova musica, nuovi musicisti e incrementare la curiosità verso lo splendido mondo del jazz. Oltre ai consueti concerti in piazza Gallura a San Teodoro, ci saranno, inoltre, due concerti che apriranno e chiuderanno il festival in una nuova location che si aggiunge alle nostre consuete. Saremo presenti, infatti, presso i giardini di Cala Brandinchi, meravigliose distese di verde a ridosso della spiaggia da cui prendono il nome. Tutti gli altri concerti saranno concentrati nel centro del borgo teodorino, tutti a ingresso libero. Il festival proporrà, come sua abitudine, musica di qualità, con il consueto mix di artisti affermati e nuovi talenti isolani di assoluto valore. Dopo gli eventi in prima serata, ci saranno ogni sera dei concerti seguiti da jam session, dislocati in diversi locali del centro teodorino, con l’intento di creare un ambiente stile jazz club, luogo fertile di scambio, di contatto, colonna vertebrale del genere e dove il pubblico possa interagire e condividere l’energia dei musicisti a pochi metri di distanza. Le masterclass dei musicisti, vera e propria novità per la manifestazione, permetteranno di arricchire l’offerta anche sotto il punto di vista pedagogico.”

San Teodoro Jazz è organizzato dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz con il patrocinio e supporto del Comune di San Teodoro, in collaborazione con I Giardini di Cala Brandinchi, La Posta, il Verso Sud, Lu Brutoni, Galusé, Mousiké, Lukamura, Ristorante La Mesenda, Terra di Mare-Resort & Spa, Coclea Relais, Florian Café & B&B.

L’ingresso ai concerti è libero.

IL PROGRAMMA – La quarta edizione del festival San Teodoro Jazz vivrà la sua anteprima mercoledì 4 settembre presso i Giardini di Cala Brandinchi, una suggestiva distesa di verde a ridosso della spiaggia da cui prende il nome, tra i nuovi luoghi del festival. Alle 18 a tenere a battesimo l’edizione 2019 sarà il San Teodoro Jazz Quintet, composto da Denise Gueye alla voce, Matteo Cara al pianoforte, Salvatore Maltana al contrabbasso e il direttore artistico Matteo Pastorino al clarinetto e clarinetto basso (il batterista verrà annunciato a breve).

Il giorno dopo (giovedì 5 settembre) il festival entra nel vivo e si fa bello nella piazza Gallura (tradizionale luogo dei concerti serali): aprirà la serata (alle 21), il quintetto Entropy, formazione composta da Marco Maltalenti alla tromba, Paolo Corda alla chitarra, Marco Bande al pianoforte, Edoardo Meledina al contrabbasso e Jacopo Careddu alla batteria. Il progetto (vincitore dell’European Jazz Contest 2019) convoglia le sonorità e ritmiche del jazz, sposando le contaminazioni più varie della black music, strizzando l’occhio al rock, e spaziando tra differenti livelli che confluiscono in una sintesi musicale decisamente personale.

Alle 22 sul palcoscenico salirà una delle pietre miliari del jazz italiano: a San Teodoro arriva, infatti, Roberto Gatto, tra i più importanti batteristi italiani, con un trascorso che lo ha visto ambasciatore del jazz italico nel mondo sin dai suoi esordi. Vincitore anche quest’anno del sondaggio indetto dal magazine JAZZIT (si è classificato al primo posto come miglior batterista italiano), il musicista arriva in Sardegna con il suo nuovo progetto che lo riporta alla dimensione prettamente acustica, e lo vede affiancato da Alessandro Lanzoni al pianoforte, Alessandro Presti alla tromba e Matteo Bortone al contrabbasso, giovani e solidi compagni di viaggio che accompagneranno il batterista romano in un percorso variegato attraverso le cadenze di varie culture, ritmi e atmosfere, tra brani originali e standard del jazz.

A seguire concerto e jam session presso “La Posta” (largo Emilio Lussu, a San Teodoro) con il Simone Faedda Trio, con lo special guest Alain Pattitoni che affiancherà Simone Faedda alle chitarre, Marco Occhioni al contrabbasso e Bruno Brozzu alla batteria.

Venerdì 6 settembre la giornata del festival inizierà dal primo pomeriggio: alle 15 al via le masterclass di perfezionamento al Teatro Cupola di San Teodoro. Roberto Gatto terrà la Masterclass di batteria, mentre Dario Deidda, Danny Grissett e Francesco Ciniglio terranno la Masterclass di combo jazz (info e prenotazioni www.santeodorojazz.com).

Alle 21 protagonista sul palco principale di piazza Gallura sarà il duo composto dal sassofonoista Francesco Bearzatti e dal chitarrista Federico Casagrande sulla scia del disco “Lost songs”, pubblicato dalla CAM Jazz nel 2018 e che li ha visti collaborare e unire i rispettivi linguaggi e le comuni e variegate visioni della musica. In questa occasione i due musicisti (da tempo residenti in Francia) dialogano intimamente su ampi spazi e atmosfere rarefatte. Bearzatti è un musicista creativo e ricco d’inventiva, costante sperimentatore che tende ad allargare continuamente gli orizzonti della sua musica con la forza e l’energia del suo sassofono intriso di blues. E’ indubbiamente tra i musicisti italiani più rappresentativi del genere di matrice afroamericana, sia come leader che come session man. Esperto nell’improvvisare e nel trascinare instancabilmente gli altri musicisti, in questa occasione incontrerà Casagrande, talento geniale e innovativo, con alle spalle importanti studi classici e jazz e con un’importante esperienza accumulata suonando e spaziando sapientemente tra vari generi musicali.

Appuntamento dopo festival (dalle 23), come consuetudine, al “Verso Sud” di via Tirreno a San Teodoro con il concerto e la jam session che vedrà al centro gli Spooks, formazione composta da Marco Bande (piano e tastiere), Andrea Uggias (sax tenore), Francesco Ciuti (basso elettrico) e Jacopo Careddu (batteria). Il progetto unisce musicisti che, pur proveniendo da estrazioni musicali differenti, hanno da subito trovato un comune denominatore nella musica fusion. Al loro attivo vantano la partecipazione al Festival Internazionale dei Conservatori Italiani della Città di Frosinone e la partecipazione con trionfo ai contest “Part’e Sole” e “OrganSound Music Contest”. Attualmente la band è al lavoro per la realizzazione del primo album, la cui incisione è prevista entro la fine del 2019.

La penultima giornata del festival (sabato 7 settembre) vedrà alle 21 la presentazione editoriale del libro “Sardegna, Jazz e dintorni”, con gli autori, i giornalisti Simone Cavagnino e Claudio Loi sul palco di piazza Gallura. Edita nel giugno 2018 da Aipsa, l’opera è suddivisa in cinque sezioni tematiche, comprende oltre settanta testimonianze originali di artisti e addetti ai lavori e una nutrita galleria discografica con centinaia di schede distribuite sotto forma di playlist per ogni sezione. Tante le voci autorevoli all’interno dell’opera, tra cui quelle di Paolo Fresu, Antonello Salis, Pinuccio Sciola, Gavino Murgia, Enzo Favata, Paolo Angeli, Elena Ledda e Rossella Faa, tra gli altri. Ad arricchire il lavoro, le introduzioni del musicologo e musicista Enrico Merlin, e quella del giornalista Giacomo Serreli.

Dopo la presentazione gli amplificatori si accenderanno per il trio del batterista napoletano Francesco Ciniglio, che vanta al suo attivo collaborazioni con Wynton Marsalis, Sheila Jordan, Aaron Parks, Seamus Blake, Shai Maestro, Joe Sanders, Philip Dizack, Dayna Stephens, Cyrille Aimée, solo per menzionarne alcuni. Residente a New York da 10 anni, ha ricevuto recentemente una borsa completa per la Juilliard School, e ha ottenuto l’Artist Diploma, nello scorso maggio. Il suo più recente album da leader è “Wood” (Fresh Sound New Talent 2016) con Aaron Parks e Joe Sanders, e molti altri da sideman. L’artista campano sarà affiancato per l’occasione dal pianista statunitense Danny Grissett e dal bassista Dario Deidda.

Al termine del concerto principale, le atmosfere si infiammeranno a partire dalle 23 presso “Lu Brutoni” (via dei Gerani 4, San Teodoro) con l’organ trio del pianista e organista Jim Solinas, funambolico talento naturale degli 88 tasti, che si esibirà insieme a Paolo Corda alla chitarra e Juri Altana alla batteria.

Il festival vivrà la sua giornata finale domenica 8 settembre presso i Giardini di Cala Brandinchialle 18 con il trio del giovane e talentuoso sassofonista Elias Lapia, vincitore nel 2019 vincitore della XVIII edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani e del Premio Nuovo Imaie. Ad accompagnarlo ci saranno Nicola Muresu al contrabbasso e Francesco Ciniglio alla batteria. A seguire, infine, un concerto e jam session con ospiti a sorpresa presso “Galusè” (via Tirreno 13) per chiudere in bellezza la quarta edizione del festival San Teodoro Jazz.

IL FESTIVAL – Il festival San Teodoro Jazz nasce nel 2016 da un’idea del clarinettista di San Teodoro Matteo Pastorino, in stretta collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di San Teodoro e le associazioni Musicultura Sardegna e San Teodoro Jazz, con il chiaro obiettivo di creare nella suggestiva zona della Gallura e dell’intero Mediterraneo un appuntamento destinato a crescere ed evolversi negli anni con proposte qualitative, di spessore, costantemente aperte alla contaminazione: aspetti congeniti in un genere ibrido e geneticamente aperto a nuove influenze come il jazz, genere che in terra sarda ha attecchito prolificamente conquistando il favore del pubblico e vantando un numero sempre più elevato di musicisti di spessore e qualità.

IL LUOGO – Conosciuto in Gallura come Santu Diàdoru, il borgo è abitato da poco meno di cinquemila residenti in inverno, animato da decine di migliaia di turisti d’estate. Il centro prese vita nel XVII secolo, nell’immediato entroterra alle pendici orientali del massiccio di monte Nieddu, quando pastori e pescatori popolarono la splendida porzione di terra, frequentata comunque sin dalla preistoria. Il nuraghe della borgata Naracheddu è la testimonianza più rilevante. Esisteva un centro abitato anche in età romana: i reperti archeologici sono documentati nel museo del Mare. Fra gli appuntamenti da non perdere, le feste del patrono san Teodoro, la cui chiesa fu ricostruita a metà XX secolo, e quella di sant’Andrea, che si svolge nel quartiere di Montipitrosu. Molto suggestivi i fuochi di sant’Antonio Abate, festa detta Lu Fuculoni, durante la quale la popolazione si raccoglie attorno ai falò in onore del santo. San Teodoro è luogo di delizie per il palato: a maggio ecco l’Aglióla, dove assaporare i piatti tipici. La cucina ti conquisterà con la zuppa gallurese, fatta con pane, formaggio e brodo di manzo. Arrivato al dolce, fatti tentare da cucciuléddi milàti, fagottini al miele, frisjióli léti, frittelle, e niuléddha, con mandorla e arancia grattugiata. Tutto accompagnato da un calice di vermentino di Gallura.

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San Teodoro Jazz

www.santeodorojazz.com

Ufficio Stampa
Simone Cavagnino
email: s.cavagnino@gmail.com
telefono: +39 340 3951527

SAN TEODORO JAZZ FESTIVAL 
IV edizione 4 >8 settembre 2019
San Teodoro (Olbia-Tempio) - Sardegna

PROGRAMMA

mercoledì 4 settembre anteprima festival
ore 18 presso I Giardini di Cala Brandinchi

San Teodoro Jazz Quintet feat. Matteo Pastorino
Denise Gueye, voce
Matteo Pastorino, clarinetto & clarinetto basso
Matteo Cara, piano
Salvatore Maltana, contrabbasso
TBA, batteria


giovedì 5 settembre
ore 21 presso Piazza Gallura

Roberto Gatto Quartet
Alessandro Presti, tromba
Alessandro Lanzoni, pianoforte
Matteo Bortone, contrabbasso
Roberto Gatto, batteria


Prima Parte - 
ENTROPY
Marco Maltalenti, tromba
Paolo Corda, chitarra
Marco Bande, pianoforte
Fabrizio Leoni, contrabbasso
Jacopo Careddu, batteria


ore 23 presso La Posta, Largo Emilio Lussu
Concerto & Jam Session –
Simone Faedda Trio + Alain Pattitoni
Alain Pattitoni, chitarra
Simone Faedda, chitarra
Marco Occhioni, contrabbasso
Bruno Brozzu, batteria


venerdì 6 settembre
ore 15 presso Teatro Cupola di San Teodoro
Masterclass di batteria con 
Roberto Gatto
Masterclass di Combo Jazz con 
Dario Deidda, Danny Grissett & Francesco Ciniglio

ore 21 presso Piazza Gallura
Francesco Bearzatti e Federico Casagrande duo
Francesco Bearzatti, sassofono & clarinetto
Federico Casagrande, chitarra

ore 23 presso Verso Sud, Via del Tirreno
Concerto & Jam Session - SPOOKS
Andrea Uggias, sassofonotenore
Marco Bande, pianoforte e tastiere
Francesco Ciuti, basso elettrico
Jacopo Careddu, batteria


sabato 7 settembre
ore 21 pressoPiazza Gallura
Francesco Ciniglio “WOOD”
feat. Danny Grissett & Dario Deidda
Danny Grisset, pianoforte
Dario Deidda, basso
Francesco Ciniglio, batteria


prima parte
Presentazione del libro: 
Sardegna, Jazz e dintorni (Aipsa Edizioni, 2018)
con gli autori Simone Cavagnino e Claudio Loi

ore 23 presso Lu Brutoni, Via Dei Gerani, 4
Concerto & Jam Session –
Jim Solinas Organ Trio
Jim Solinas, organo hammond
Paolo Corda, chitarra
Juri Altana, batteria


domenica 8 settembre
ore 18 presso I Giardini di Cala Brandinchi

Elias Lapia trio
Elias Lapia, sassofono
Nicola Muresu, contrabbasso
Francesco Ciniglio, batteria

ore 22 presso Galusé, Via del Tirreno, 13
Concerto e jam session con ospiti a sorpresa