> 5 settembre h 21.00 in Piazza di Gallura

Roberto Gatto è uno dei pochi musicisti italiani che non ha bisogno di molte presentazioni: “batterista” di jazz per antonomasia, con un trascorso che lo ha visto ambasciatore del jazz italiano nel mondo sin dai suoi esordi.Vincitore anche quest’anno come miglior batterista italiano sul mensile Jazz it.
Con questo nuovo progetto, straordinariamente maturo ed espressivo , Gatto ritorna alla dimensione prettamente acustica grazie all’ ausilio di tre compagni di palco che rappresentano una parte del meglio del panorama jazzistico italiano attuale: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Matteo Bortone e Alessandro Presti alla tromba. Il disco propone un percorso variegato attraverso le cadenze di varie culture, ritmi e atmosfere, con un repertorio composto da brani originali e non. Grande lirismo ed impatto melodico che si aggiunge ad uno swing travolgente ed un linguaggio improvvisativo modernissimo.Il gruppo ha appena vinto il referendum della rivista Jazz it come miglior formazione del 2016 Ennesimo eccellente manifesto del jazz italiano più vivo che mai !

Roberto Gatto, batteria
Alessandro Presti, tromba
Alessandro Lanzoni, pianoforte
Matteo Bortone, contrabbasso

Prima Parte :  ENTROPY

Dopo poche settimane di vita, Entropy, progetto composto da 5 giovani jazzisti sardi provenienti da diversi angoli dell’isola, viene selezionato per le semifinali del Bucharest International Jazz Competition 2019.
In gara 14 gruppi provenienti da Stati Uniti, Australia, Russia, Turchia, Germania, Italia, Bulgaria, Francia, Giappone, Ucraina, Polonia.
Dopo le esibizioni e la jam session finale, gli Entropy vengono dichiarati vincitori !
A loro il Grand Prize, che li permetterà di approdare in Romania per un tour ricco di concerti.
È un progetto che propone un repertorio di composizioni originali che vanno prevalentemente verso il jazz ma con tante ricche contaminazioni.

«La mia più grande preoccupazione era come chiamarla. Pensavo di chiamarla informazione, ma la parola era fin troppo usata, così decisi di chiamarla incertezza. Quando discussi della cosa con John Von Neumann, lui ebbe un’idea migliore. Mi disse che avrei dovuto chiamarla entropia, per due motivi: “Innanzitutto, la tua funzione d’incertezza è già nota nella meccanica statistica con quel nome. In secondo luogo, e più significativamente, nessuno sa cosa sia con certezza l’entropia, così in una discussione sarai sempre in vantaggio» Claude Shannon

Marco Maltalenti, tromba
Paolo Corda, chitarra
Marco Bande, pianoforte
Fabrizio Leoni, contrabbasso
Jacopo Careddu, batteria

www.facebook.com/entropyquintet